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Perché una conferenza

Nel momento storico sociale in cui viviamo le tecnologie e i sistemi di comunicazione riconfigurano i rapporti tra le persone, la veicolazione delle informazioni è sempre più facile ed accessibile; ma paradossalmente, nell'universo dell'abbondanza, della semplicità dell'accesso, manca il necessario distinguo tra la quantità e la qualità.
Manca la sedimentazione, la riflessione, il sunto critico di ciò che sta succedendo e si muove intorno a noi.
X-Media 3 ha voluto farsi interprete di questa situazione e proporre una soluzione alla mancanza di dialogo e interdisciplinarietà del progetto, d'aggregazione, di critica e ricognizione, innanzitutto dichiarandone la necessità, successivamente studiando la possibilità di offrire un momento d'incontro per discuterne; la conferenza.
La tipologia d'incontro, studiata per garantire un rapporto dialettico tra pubblico e relatori, era la più adatta a soddisfare tali esigenze rispetto ad altri eventi considerati per le loro caratteristiche espositive e di comunicazione.
In Europa i grandi eventi che sono proposti come momento di aggregazione intorno ai temi del design della comunicazione, o a quelli più comuni dell'uso e sviluppo delle tecnologie digitali, sono di tipo prettamente tecnico. Si configurano quasi sempre come fiere, workshop, o festival, in cui il pubblico partecipa in qualità di uditore, o fruitore di un'esperienza. Il problema (se vogliamo chiamarlo così) di questi eventi è che non pongono mai una riflessione critica su cosa si sta vedendo, si predilige l'aspetto spettacolare delle tecnologie, applicate ai sistemi di comunicazione, ma non ai contenuti che veicolano
Questo tipo di approccio, come si è detto comune a molte manifestazioni, funziona, perché la spettacolarizzazione delle tecnologie, l'interpretazione e l'uso di queste da parte di professionisti qualificati, crea nel pubblico una sorta di mitizzazione delle potenzialità degli strumenti e dell'abilità di chi li usa, il fascino dello spettacolo cattura il pubblico, ma non lo mette in condizione di fare una riflessione critica.
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Digital Medina

La medina è il centro della città araba dove convivono la dimensione religiosa accanto al bazaar delle merci, crocevia di scambi culturali incentrati sul dialogo tra individui e viaggiatori. E’ il luogo del sedimento in cui l’accesso configura una forma di connettività.
E’ il dialogo la dimensione etica del Design contemporaneo.
La calma la sua consegna.
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Dialettica teoria – applicazione

Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha cambiato i rapporti tra le persone amplificandoli, abbattendo i comuni vincoli fisici, permettendo una circolazione di informazioni totale. Questa nuova forma di accesso all’informazione, facilitato e diretto, ha permesso l’allargamento degli orizzonti collocando gli individui in una nuova dimensione, quella planetaria.
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