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Identità e Coscienza Globale: forme ed etica per un nuovo design
13 aprile 2002 Sessione Teorica

La rete è divenuta, grazie al suo recente sviluppo su scala planetaria, uno dei più potenti strumenti di comunicazione, se non il più potente, che l’uomo abbia mai utilizzato. Internet infatti è riuscita a mutare radicalmente il contatto del singolo individuo con la realtà intesa come il mondo all’interno del quale vive e si relaziona agli altri, rivalutandone la singola posizione e offrendo la possibilità di esprimersi in quanto essere umano, dotato di sentimenti, pensieri ed emozioni, senza filtri imposti ne vincoli fisici. Il dialogo ha assunto una forma inedita: non più condotto unicamente tra due persone o ristretti gruppi di esse, ma è divenuto globale. La possibilità di dialogare con altri individui in altre parti del pianeta in qualsiasi istante, la varietà infinita di informazioni disponibili, la possibilità di vedere cosa avviene in quei luoghi in relazione ad eventi specifici e le reazioni da essi generate, la possibilità di guardare la terra, il luogo che ci ospita e ci permette di vivere, nel suo intero, hanno prodotto un abbattimento delle barriere spazio temporali alle quali gli esseri umani si erano abituati, sconvolgendo la singola concezione di se stessi, e ricollocandola all’interno di un nuovo contesto allargato, privo di confini. Internet diviene lo specchio dello spazio interiore di ognuno di noi, ora visibile globalmente. L’identità rimane basata sulla realtà locale, su quello che a noi è più vicino e a cui siamo più legati, ma allo stesso tempo viene posta all’interno di un nuovo contesto a cui fare continuamente riferimento, il mondo intero. Il nuovo canale cibernetico convoglia ciò che noi siamo realmente e intimamente, permettendo di farci conoscere per questo, e di conoscere a nostra volta gli altri per quello che realmente sono, trascendendo i limiti corporei e fisici.
La comprensione della labilità di tali limiti ci permette di prendere coscienza degli stretti legami che uniscono cose persone e situazioni ovvero la realtà che ci sta intorno.
Le informazioni si muovono costantemente e risulta indispensabile riuscire a filtrarle senza farsi travolgere da esse, imparando a stratificarle fino a farle divenire conoscenza propria, non di un cervello superiore del quale diventiamo componente minima. Il rischio è di venire risucchiati interiormente a livello cerebrale ed emozionale perdendo allora il valore più grande su cui la rete si basa, l’identità personale. Il progettista, sensibile a questo momento, attento a cogliere le opportunità offerte dai nuovi strumenti deve essere portato più degli altri a sviluppare una propria coscienza globale, riuscendo così a collocarsi nel nuovo scenario generato dalle rete, stando attento a non diventare a sua volta strumento di essa o a porla come referente principale, limitando il proprio lavoro all’esecuzione di banali esercizi di stile e cadendo nella trappola dell’omologazione. La conoscenza personale ampliata si rifletterà in una nuova etica progettuale globale, un’etica mutata nei valori, che agisce in relazione al locale ma con la nuova consapevolezza di agire allo stesso tempo all’interno di un contesto globale. Progettando il prodotto, inteso in tutte le sue molteplici forme, utilizza le tecnologie e opera delle scelte seguendo la propria sensibilità interiore e le proprie conoscenze, cosciente di agire nei confronti di tutti gli altri esseri umani. Lo scopo è quello di arrivare a liberarsi dai vincoli legati alle abitudini progettuali e alle regole, scritte e non, le quali, sotto questa nuova luce, diventano obsolete e limitanti, svincolandosi da cliché ed ostruzioni mentali comprendendo che la realtà non è un dato assoluto e per questo non modificabile o ripensabile, ma al contrario plasmabile e sempre suscettibile di modifiche ora guidate dalla consapevolezza di abitare il mondo.
speaker
D. De Kerchkove
Arthur Kroker
F. Burkhardt
 

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