| Comunicazione Urbana: nuove tecnologie
e identità locali |
11 aprile 2002 Sessione Teorica
Nel
corso del tempo la funzione comunicativa dellopera architettonica
ha assunto un ruolo più o meno rilevante in relazione alle
diverse culture progettuali, giungendo in alcuni casi a svincolarsi
da quella spaziale. Sin dallantichità le superfici degli
edifici avevano il compito di veicolare dei messaggi ben precisi,
prevalentemente legati allambito religioso e del potere. Materiali,
decorazioni, colori, sculture, costituivano il linguaggio, e ledificio
il veicolo del messaggio.
Allinterno di ogni epoca storica si è avuto, in relazione
ai cambiamenti socio-culturali e alle contemporanee innovazioni tecnologiche,
un mutamento delle necessità comunicative, sempre più
relazionate al contesto economico.
La funzione mediatica degli edifici è stata riconsiderata,
divenendo di importanza fondamentale, tanto da condurre architetti
e designer su nuove vie progettuali, espletandola attraverso il messaggio
pubblicitario e rivalutando le architetture tramite la spettacolarizzazione
dello spazio. Le innovazioni tecnologiche introdotte nel corso della
storia hanno dato modo di strutturare sempre più dal punto
di vista estetico i messaggi pubblicitari veicolati, partendo dallintervento
diretto sulle superfici architettoniche con dipinti, passando alla
realizzazione di grandi pannelli, siamo giunti allutilizzo delle
nuove tecnologie luminose, come i LED o il NEON, tecnologie che ancora
oggi in città come LAS VEGAS, il caso lampante, delineano le
caratteristiche estetiche del complesso urbano non più definite
dai volumi, ma dalle luci. Lultimo stadio, quello contemporaneo,
si è raggiunto con i mega schermi, come ad esempio quelli posti
in Time Square, i quali non sono più unicamente veicolo di
pubblicità, ma introducono una nuova dimensione: quella globale,
veicolando costantemente informazioni da ogni parte del mondo e rendendole
fruibili in qualsiasi momento a qualsiasi persona, ammesso che si
trovi fisicamente in quel punto.
In
molte sperimentazioni gli edifici si animano e si muovono mutando
aspetto in relazione a necessità spaziali e cercando un contatto
di reale interattività con i fruitori, come ad esempio nel
caso dal progetto iniziale del Centro Pompidou di Richard Rogers,
Renzo Piano e Gianfranco Franchini del 1971, una grande macchina trasparente
articolata su solai che potevano essere alzati ed abbassati ottenendo
la massima flessibilità, con la facciata principale dedicata
ad ospitare un grande schermo sul quale dovevano passare messaggi
elettronici relativi agli eventi del centro o allattualità
culturale e politica. La volontà era quella di far diventare
ledificio un organismo vivo e comunicante che rappresentasse
messaggi su più supporti integrati nellopera architettonica,
luci, colori, informazioni, ledificio era progettato realmente
come medium costituito da media. Si può comprendere come a
suo tempo questo progetto anticipasse i futuri sviluppi dellargomento
come nel caso di Time Square.
La nuova scala dei valori di mercato degli edifici che si viene a
definire pone come apice il valore dellinformazione, legato
allaspetto indotto del profitto, scardinando le regole architettoniche,
le quali adesso non si basano più unicamente sul soddisfacimento
della funzione residenziale ma la pongono in secondo piano privilegiando
gli aspetti mediatici e comunicativi: ledificio non viene più
valutato in relazione agli spazi abitabili, ma in relazione alla superficie
utilizzabile come supporto di strutture comunicative prediligendone
la costruzione in posizione strategica rispetto a suddette necessità.
Tutte queste componenti hanno portato ad una graduale modifica del
concetto di opera architettonica, la pelle degli edifici viene modificata
ottenendo una nuova percezione di essi ed inserendoli allinterno
di un contesto mediatico, creandone così una nuova tipologia:
il MEDIA BUILDING.
Un edificio non è più unicamente una costruzione funzionale
relativamente allo spazio, ma assume un nuovo ruolo allinterno
del contesto urbano in cui è inserito, definito dal plus-valore
portato dallintervento della tecnologia sulla superficie; la
realtà locale viene modificata ampliandone i confini ed inserendola
in un nuovo contesto, concettuale ed estetico. Il panorama urbano
usuale viene mutato, la tecnologia opera una modifica a livello fisico
che mette in contatto chi osserva con una nuova estetica, non più
frutto unicamente di regole stilistiche/architettoniche ma contaminata
da sovrastrutture tecnologiche atte a veicolare informazioni, le quali
giungono da tutto il mondo scavalcando il limite fisico e temporale
e ponendo così in una prospettiva globale quella precisa situazione
locale. In città come Tokyo, Osaka o Shanghai, parlando di
situazioni estreme, il panorama urbano è governato interamente
da queste logiche che le rendono un agglomerato caotico, interamente
costituito da pannelli, insegne e scritte luminose in continua pulsazione.
Strade e palazzi mutano continuamente i loro volti, intesi come punto
di riferimento visivo, tutto nel giro di pochi anni, poiché
le scelte sono volte alla soddisfazione delle necessità comunicative
e pubblicitarie in continuo movimento, portando losservatore
ad uno spaesamento percettivo, immergendolo in un mondo da lui incontrollabile
ma che agisce su di lui con continue pressioni psicologiche, spesso
subliminali, senza dare sicurezze, tutto è effimero ed in continuo
movimento. Le informazioni giungono in modo violento, seppur mascherate
da un involucro attraente ed intrigante, oltrepassando il limite naturale
della volontà, bypassando le funzioni elementari della mente
umana violentandola silenziosamente ma nelle sue parti più
intime, condizionandola in scelte ed opinioni.
Si apre allora un nuovo panorama progettuale, che offre infinite possibilità
comunicative e nuovi ed ancor più influenti strumenti al progettista
la cui coscienza deve sentirsi stimolata allo stesso modo della sensibilità
artistica.
Qual è la posizione attuale del progettista inserito in una
tale ottica di mutamento dei valori e delle necessità comunicative
unite ad una nuova responsabilità nei confronti dellutente-cittadino,
intesa sia come possibilità di influire su esso, sia come responsabilità
nei confronti di quello che è il suo habitat naturale, il territorio
urbano? |
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